Teoria dei partiti e caso italiano

Abstract

Per venticinque anni l'opera classica sui partiti è stata quella di Duverger; oggi è, per unanime riconoscimento, quella di Sartori. Il libro di Sartori sui sistemi di partito, pubblicato negli Stati Uniti nel 1976, è già tradotto in tutto il mondo, salvo che in Italia. Sartori spiega che per lui, italiano, la fatica di tradurre se stesso è superiore alle sue forze. Al pubblico italiano Sartori propone, in alternativa, Teoria dei Partiti e Caso Italiano. Come l'autore dichiara nella Prefazione, questo libro dà qualcosa di meno ma anche qualcosa di più rispetto all'opera sistematica del 1976. Soprattutto, in questo libro si dà rilievo e preminenza alla interpretazione del Caso Italiano. Per Giorgio Galli l'Italia è un sistema di «bipartitismo imperfetto»; per Sartori, la cui indagine è sempre comparata, il mondo è pieno di sistemi « imperfetti» (alla stregua dei criteri di Galli) che pur tuttavia funzionano. Per Sartori, dunque, la diagnosi di Galli è fuorviante. Per lui il problema che ci affligge è, alle radici, un problema di «distanza ideologica», di eccessiva polarizzazione. Il dibattito non è accademico ma concretissimo, visto che dalla diagnosi discende la terapia e che una diagnosi sbagliata può suggerire una terapia letale. L'eminenza di Sartori risiede peraltro nella forza teoretica del suo pensiero, nella sua capacità di congiungere teoria e dati, analisi e fatti. Prima di essere una interpretazione del Caso Italiano questo libro è dunque di teoria generale e di teoria comparata. E, sul tema, Sartori è oggi il classico, l'autore d'obbligo.

Info

Anno: 1982
Autore: Giovanni Sartori
Editore: SugarCo
Città: Milano
Pagine: 335

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Anno: 1982
Autore: Giovanni Sartori
Editore: SugarCo
Città: Milano
Pagine: 335

Abstract

Per venticinque anni l'opera classica sui partiti è stata quella di Duverger; oggi è, per unanime riconoscimento, quella di Sartori. Il libro di Sartori sui sistemi di partito, pubblicato negli Stati Uniti nel 1976, è già tradotto in tutto il mondo, salvo che in Italia. Sartori spiega che per lui, italiano, la fatica di tradurre se stesso è superiore alle sue forze. Al pubblico italiano Sartori propone, in alternativa, Teoria dei Partiti e Caso Italiano. Come l'autore dichiara nella Prefazione, questo libro dà qualcosa di meno ma anche qualcosa di più rispetto all'opera sistematica del 1976. Soprattutto, in questo libro si dà rilievo e preminenza alla interpretazione del Caso Italiano. Per Giorgio Galli l'Italia è un sistema di «bipartitismo imperfetto»; per Sartori, la cui indagine è sempre comparata, il mondo è pieno di sistemi « imperfetti» (alla stregua dei criteri di Galli) che pur tuttavia funzionano. Per Sartori, dunque, la diagnosi di Galli è fuorviante. Per lui il problema che ci affligge è, alle radici, un problema di «distanza ideologica», di eccessiva polarizzazione. Il dibattito non è accademico ma concretissimo, visto che dalla diagnosi discende la terapia e che una diagnosi sbagliata può suggerire una terapia letale. L'eminenza di Sartori risiede peraltro nella forza teoretica del suo pensiero, nella sua capacità di congiungere teoria e dati, analisi e fatti. Prima di essere una interpretazione del Caso Italiano questo libro è dunque di teoria generale e di teoria comparata. E, sul tema, Sartori è oggi il classico, l'autore d'obbligo.

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